La Prima guerra mondiale (1914 - 1918)


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Introduzione

   L’attualità politica evidenzia quotidianamente dei problemi di tipo etnico, culturale ed economico, che creano instabilità e rischio di conflitto. Zone come il Medio Oriente, i Balcani, il Caucaso, la Russia europea sono solo le più rappresentative delle regioni “calde”, che rendono incandescenti i rapporti tra i popoli e le Nazioni. A un primo sguardo queste grandi questioni appaiono separate e ben distinte, ciascuna con peculiarità e caratteristiche differenti sia per la portata, sia per il loro sviluppo interno. In realtà esse hanno un minimo comune denominatore, trovando la loro manifestazione massima a partire dal graduale crollo dell’Impero ottomano, che raggiunse l’apice nel 1918.
   Alla fine dell’Ottocento il Sultano da Costantinopoli controllava tutto il Mediterraneo Orientale, allungando i suoi domini verso Ovest fino ai confini dell’Impero asburgico e verso Est fino agli incerti limiti dei possedimenti zaristi. La Grande Guerra, il conflitto che doveva impedire tutti gli altri conflitti, si risolse nell’abbattimenti di quattro imperi, di cui tre multinazionali, ma non impedì lo svilupparsi di attriti e contrasti molto più profondi. Le soluzioni trovate a Parigi, alla Conferenza della pace, non solo non resero tranquille le molte realtà in discussione, ma portarono ad eccessi ancora peggiori le deboli e precarie premesse geo-strategiche.
   Gli Alleati nel 1945 hanno vinto la Seconda guerra mondiale, i loro nipoti devono ancora «risolvere» la Prima. Ecco perché comprendere al meglio cosa è stata la Grande Guerra, quali insidie nascondeva e cosa ha comportato per l’Europa e per il Mondo permette oggi di capire meglio il presente, magari per vedere un futuro migliore.