La Prima guerra mondiale (1914 - 1918)


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Gli Stati Uniti entrano in guerra

   Finora si è parlato della Grande Guerra come conflitto esclusivamente in chiave europea, ma con ciò non va dimenticato che le nazioni in lotta si stavano impegnando anche nelle rispettive colonie e seppur in maniera marginale anche il Giappone alleato con l’Intesa stava contribuendo nel conflitto contro la Germania in Estremo oriente. In questo contesto «mondiale» l’unica grande potenza apparentemente neutrale e isolazionista risultava ancora essere gli Stati Uniti. In realtà, anche se il presidente Woodrow Wilson si professava come un puro idealista, assolutamente estraneo all’intromissione in una «guerra civile europea», non ammonì i floridi traffici commerciali, che il suo paese intratteneva, impegnandosi ad appoggiare regolarmente l’Intesa, ormai divenuta America-dipendente per le forniture militari. Al contrario i legami con la Germania erano stati rotti da almeno un lustro, perché il colonialismo e i commerci statunitensi si scontravano con quelli del Reich. In questo clima l’attivo impegno nella guerra non poteva escludere i convogli americani dai numerosi atti bellici tedeschi. A partire dal 1915 numerose navi di ogni tipo, tra cui la più famosa fu la Lusitania, furono bersaglio dei colpi degli U-Boot. Questi avvenimenti, se in un primo tempo causarono solo ammonimenti diplomatici di Washington, solo nell’aprile del 1917 portarono all’effettiva dichiarazione di guerra, per la quale per la prima volta si mobilitarono anche la popolazione di colore e le donne. Da principio gli Stati Uniti si trovarono inadeguati rispetto ai popoli già in guerra, ma seppero sfruttare la loro posizione di benessere, ottenuta in pace, per imporsi come prima potenza mondiale.
 

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