La Prima guerra mondiale (1914 - 1918)


Versione PDF

Vittorio Veneto e la vittoria finale

   Diaz, dopo l’eroica difesa e il contrattacco del Piave, concesse un pò di riposo ai suoi soldati, anche perché la sua «guerra» si stava combattendo contemporaneamente contro il maresciallo Foch, il governo francese e quello italiano, presieduto dal ministro Orlando. Da Parigi si sosteneva che il fronte italiano non poteva garantire la vittoria, relegandolo a esclusiva valvola di sfogo per distrarre le il grosso delle truppe austro-tedesche dislocate sulle Ardenne. Per questo in Italia erano necessari solo piccoli e molti attacchi. Diaz era insoddisfatto di tali giudizi semplicistici e, a rischio della sostituzione, convinse Orlando a portare avanti una grossa operazione, anche dando più autorità ai generali alleati in Italia, che per questo poi si sarebbero considerati gli unici artefici di numerose vittorie. Gli attacchi principali si svolsero in Trentino, dove vi furono ripetute avanzate e ripiegamenti sulle cime più rilevanti. Anche il Piave venne superato, facendo ritirare considerevolmente gli avversari verso il Friuli. A Vittorio Veneto si ebbe il successo decisivo il 29 ottobre, con il quale si spensero anche le ultime resistenze nemiche; l’avanzata continuava. Vennero liberate in successione Trento, Udine e Trieste. Tra il 29 e il 30 iniziarono le trattative di resa a Villa Giusti, presso Padova, dove si decisero gli estremi (ore 15 del 4 novembre) per le operazioni di resa. La notizia della capitolazione austriaca e l’eventualità di un attacco italiano da Sud costrinsero il governo del Kaiser a prendere provvedimenti, che porteranno alla definitiva conclusione delle ostilità l’11 novembre anche sul fronte francese con la firma della resa tedesca su un vagone ferroviario presso Rethondes.